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n. 178 ORDINANZA 5 - 29 ottobre 2026
Cosa è cambiato
Con l'Ordinanza n. 178 del 29 ottobre 2026, la Corte Costituzionale si è pronunciata positivamente sull'ammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal Tribunale di Milano nei confronti del Senato della Repubblica. Il contenzioso trae origine dal procedimento civile avviato nei confronti del senatore Matteo Renzi in merito ad alcune dichiarazioni contenute nel suo libro 'Il Mostro', ritenute lesive dell'onore e della reputazione del magistrato C.F.V.B.
La novità sostanziale e giuridica risiede nel fatto che la Corte ha ritenuto sussistenti sia il requisito soggettivo (il conflitto tra organi costituzionali, nello specifico l'autorità giudiziaria e una camera del Parlamento) sia quello oggettivo (la tutela delle attribuzioni costituzionali). Il Tribunale di Milano contesta la delibera di insindacabilita' approvata dal Senato della Repubblica il 30 luglio 2026, lamentando la totale assenza di un nesso funzionale tra le affermazioni pubblicate in un'opera letteraria e l'esercizio tipico delle funzioni parlamentari tutelate dall'articolo 68, primo comma, della Costituzione, ravvisando inoltre un'indebita interferenza del potere legislativo nell'esercizio della funzione giurisdizionale.
Per chi è cambiato
- •Autorità Giudiziaria (Tribunale di Milano): vede riconosciuta l'ammissibilità del proprio ricorso, potendo così procedere nel merito della valutazione della controversia civile senza l'ostacolo pregiudiziale della delibera di insindacabilità parlamentare, rimettendo alla Consulta la decisione definitiva sul perimetro delle immunità
- •Senato della Repubblica: è chiamato a costituirsi formalmente nel giudizio davanti alla Corte Costituzionale per difendere la legittimità costituzionale e politica della delibera di insindacabilità approvata il 30 luglio 2026
- •Parlamentari (nello specifico il senatore Matteo Renzi): l'atto incide direttamente sulla tutela della prerogativa dell'insindacabilità per opinioni espresse fuori dalle Aule parlamentari, la cui vigenza e applicazione in ambito extra-istituzionale (pubblicazioni librarie) viene sottoposta al vaglio definitivo di legittimità della Corte Costituzionale
- •Parti private in causa (il magistrato ricorrente e il parlamentare): l'iter giudiziario civile resta subordinato alla risoluzione del conflitto costituzionale tra poteri dello Stato.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 1ª Serie Speciale - Corte Costituzionale, n. 44 del 4 novembre 2026. L'ordinanza dispone adempimenti formali immediati, consistenti nella comunicazione e nella notificazione della decisione alle parti coinvolte e agli organi interessati (Tribunale di Milano e Senato della Repubblica), avviando formalmente il giudizio di merito davanti alla Consulta volto a stabilire l'effettiva spettanza del potere e l'eventuale annullamento dell'atto parlamentare impugnato.