Questa scheda è una sintesi orientativa generata da Intelligenza Artificiale per facilitare la comprensione del testo. L'AI può compiere errori o imprecisioni. Questo documento NON costituisce parere legale né ha valore giuridico o vincolante. Per qualsiasi uso ufficiale o formale, verificare sempre il testo sulla Gazzetta Ufficiale.
n. 173 ORDINANZA (Atto di promovimento) 16 settembre 2026
Cosa è cambiato
L'atto pubblicato è un'ordinanza di rimessione (atto di promovimento) emessa dal Tribunale di Udine nell'ambito del procedimento civile tra Perseo G.E.I.E. e l'Agenzia del Demanio. La questione sollevata riguarda la legittimità costituzionale delle norme in materia di contenimento della spesa pubblica relative alle locazioni passive di immobili utilizzati dalle amministrazioni pubbliche per finalità istituzionali. Nel dettaglio, l'ordinanza sottopone al vaglio della Corte Costituzionale due misure chiave: da un lato, l'esclusione dell'aggiornamento ISTAT dei canoni di locazione dovuti dalle pubbliche amministrazioni per gli anni dal 2012 al 2014 e le sue successive proroghe (con specifico riferimento all'annualità 2023 introdotta dal decreto-legge n. 198 del 2022, convertito nella legge n. 14 del 2023); dall'altro, la misura che impone una riduzione forzosa del 15 per cento del canone di locazione contrattualmente stabilito per gli immobili condotti dalle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge n. 95 del 2012 (convertito nella legge n. 135 del 2012).
L'ordinanza si inserisce nel contenzioso tra locatori privati (o soggetti equiparati) e lo Stato, evidenziando il conflitto tra le esigenze di bilancio e di finanza pubblica e i principi costituzionali di tutela della proprietà privata, della libertà contrattuale e dell'equità nei rapporti sinallagmatici. L'atto non modifica direttamente le leggi in vigore, ma avvia un giudizio di legittimità costituzionale che potrà determinare la eventuale rimozione o conferma delle norme restrittive sui canoni di locazione passiva della pubblica amministrazione.
Per chi è cambiato
- •Locatori e proprietari di immobili locati alla Pubblica Amministrazione: subiscono gli effetti delle norme censurate, consistenti nel blocco dell'aggiornamento ISTAT (incluso il prolungamento al 2023) e nella decurtazione automatica del 15 per cento del canone di locazione stabilito contrattualmente. L'ordinanza rappresenta un atto di tutela giurisdizionale nell'ambito del contenzioso volto a contestare tali decurtazioni
- •Agenzia del Demanio e Amministrazioni Pubbliche: parti resistenti nei giudizi di locazione, beneficiano delle misure di contenimento della spesa pubblica attraverso il congelamento degli adeguamenti ISTAT e la riduzione del 15 per cento dei canoni passivi corrisposti per gli immobili istituzionali
- •Giudici e operatori del diritto: il Tribunale di Udine agisce quale organo remittente, sospendendo il giudizio in corso per rimettere la questione alla Corte Costituzionale, vincolando l'applicazione delle norme nel processo civile di riferimento fino alla pronuncia della Consulta.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
L'ordinanza del Tribunale di Udine è datata 16 settembre 2026 ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, 1ª Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 43 del 28 ottobre 2026. L'atto avvia formalmente il giudizio di legittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale, la quale dovrà pronunciarsi sulla conformità alla Costituzione dell'articolo 3, commi 1 e 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (convertito dalla legge n. 135 del 2012), e delle successive proroghe legislative, tra cui l'articolo 3, comma 4, del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198 (convertito dalla legge n. 14 del 2023). Gli effetti pratici definitivi sui contratti di locazione passiva dipenderanno interamente dalla futura sentenza della Corte Costituzionale.