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MINISTERO DELL'AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE E DELLE FORESTE - DECRETO 15 ottobre 2026
Cosa è cambiato
Il decreto istituisce ufficialmente il bosco «Pavari» come bosco vetusto, integrandolo all'interno della Rete nazionale dei boschi vetusti d'Italia. Questo atto amministrativo riconosce l'area come un ecosistema di eccezionale valore biologico ed ecologico, sottraendola a una gestione forestale ordinaria per inserirla in un regime di tutela speciale.
L'inserimento nella Rete nazionale comporta il riconoscimento formale della foresta come serbatoio di biodiversità, imponendo l'obiettivo della conservazione dei processi naturali e della tutela delle specie vegetali e animali che dipendono da habitat forestali antichi e non disturbati.
Per chi è cambiato
- •Proprietari e Gestori del bosco «Pavari»: l'area è ora soggetta a vincoli di tutela specifici che limitano o vietano interventi di sfruttamento economico o modifiche strutturali che possano compromettere l'integrità del bosco vetusto
- •Enti Pubblici e Amministrazioni Locali: devono coordinare la pianificazione territoriale e i piani di gestione forestale in conformità con lo status di protezione nazionale attribuito all'area
- •Ricercatori, Biologi e Associazioni Ambientali: l'area diventa un sito di interesse prioritario per il monitoraggio scientifico, lo studio della resilienza climatica e la conservazione della biodiversità forestale.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
Il provvedimento è stato emanato il 15 ottobre 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2026. L'organo competente per la gestione e la vigilanza è il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L'attuazione pratica avviene tramite l'applicazione dei criteri di gestione previsti per la Rete nazionale dei boschi vetusti d'Italia.