Questa scheda è una sintesi orientativa generata da Intelligenza Artificiale per facilitare la comprensione del testo. L'AI può compiere errori o imprecisioni. Questo documento NON costituisce parere legale né ha valore giuridico o vincolante. Per qualsiasi uso ufficiale o formale, verificare sempre il testo sulla Gazzetta Ufficiale.
AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO - COMUNICATO
Cosa è cambiato
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ufficialmente disposto la revoca, avvenuta su espressa rinuncia della società titolare, dell'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) del medicinale per uso umano «Technemibi». Si tratta di un radiofarmaco diagnostico comunemente impiegato in medicina nucleare per indagini di imaging medico (in particolare per la scintigrafia miocardica e lo studio della perfusione d'organo). La revoca su rinuncia significa che il farmaco non potrà più essere commercializzato né distribuito sul territorio nazionale a partire dal completamento delle procedure di ritiro dai canali distributivi.
Per chi è cambiato
- •Strutture Sanitarie, Ospedali e Reparti di Medicina Nucleare: non potranno più ordinare né approvvigionarsi del medicinale «Technemibi», dovendo tempestivamente individuare e validare farmaci alternativi equivalenti autorizzati per le medesime indicazioni diagnostiche
- •Medici Nuclearisti e Professionisti Sanitari: dovranno aggiornare i protocolli diagnostici interni, escludendo il «Technemibi» dalla pratica clinica quotidiana e utilizzando i prodotti sostitutivi disponibili sul mercato
- •Azienda Titolare dell'AIC: è tenuta a completare le operazioni di ritiro delle scorte eventualmente presenti lungo la catena distributiva (farmacie ospedaliere, depositi autorizzati) in conformità alle procedure stabilite dall'AIFA.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
Il provvedimento di revoca è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 235 del 09-10-2026. L'autorità competente per l'emanazione e la vigilanza sull'esecuzione dell'atto è l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Per quanto riguarda le scorte presenti sul territorio, l'azienda farmaceutica e i distributori devono attenersi alle tempistiche e alle modalità operative standard previste per il ritiro dei lotti non più commercializzabili, coordinandosi con le autorità sanitarie locali per evitare interruzioni nei servizi di diagnostica per immagini.