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MINISTERO DELLA SALUTE - ORDINANZA 1 ottobre 2026
Cosa è cambiato
Il Ministero della Salute ha emanato un'ordinanza urgente per introdurre specifiche misure di sorveglianza sanitaria in Italia. L'atto riguarda direttamente le persone in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), in risposta a un'epidemia in corso causata dal virus Bundibugyo (BVD), un patogeno appartenente alla famiglia dei filovirus, responsabile di febbri emorragiche gravi.
L'ordinanza stabilisce protocolli di monitoraggio e controllo sanitario alle frontiere e sul territorio nazionale per i viaggiatori provenienti dall'area colpita. L'obiettivo primario è prevenire la possibile importazione e diffusione del virus sul territorio nazionale, garantendo l'immediata individuazione di eventuali casi sospetti, il tracciamento dei contatti e l'attivazione tempestiva delle strutture di isolamento e cura ospedaliera.
Per chi è cambiato
- •Cittadini e viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo: sono sottoposti a procedure obbligatorie di screening sanitario, controllo della temperatura, rilevazione dei sintomi e possibile monitoraggio attivo o isolamento fiduciario a seconda del livello di esposizione al rischio
- •Operatori sanitari, personale aeroportuale e di frontiera: sono incaricati di applicare i protocolli di sicurezza, effettuare il triage dei passeggeri a rischio e gestire le segnalazioni tempestive alle autorità competenti
- •Autorità sanitarie locali (ASL) e strutture ospedaliere: devono coordinare le attività di sorveglianza attiva sul territorio, gestire i casi sospetti secondo le linee guida ministeriali e garantire la tracciabilità dei soggetti in quarantena o sorveglianza.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
L'ordinanza è entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 229 del 2 ottobre 2026. L'attuazione delle misure è affidata al Ministero della Salute, in coordinamento con il Ministero dell'Interno, le Regioni e le autorità sanitarie locali competenti per territorio. Eventuali inadempienze agli obblighi di sorveglianza sanitaria o dichiarazioni mendaci sullo stato di salute o sulla provenienza sono soggette alle sanzioni penali e amministrative previste dalla normativa vigente in materia di sanità pubblica.