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MINISTERO DELL'AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE E DELLE FORESTE - DECRETO 24 giugno 2026
Cosa è cambiato
Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha emanato il decreto del 24 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1° ottobre 2026, che disciplina la ripartizione della quota residua di cattura per l'anno 2025. Il provvedimento definisce l'assegnazione e la distribuzione dei quantitativi di pescato ancora disponibili rispetto ai limiti fissati per l'annualità precedente, garantendo il rispetto dei contingenti stabiliti a livello nazionale ed europeo per la gestione sostenibile delle risorse ittiche.
La norma interviene sul settore della pesca professionale stabilendo i criteri tecnici e le quantità dettagliate che possono essere ancora pescate e sbarcate dai soggetti autorizzati. Questa operazione di ricalcolo e distribuzione dei residui serve a ottimizzare l'utilizzo dei Totali Ammissibili di Cattura (TAC) assegnati all'Italia, evitando sprechi di quota e prevenendo il superamento dei limiti di prelievo consentiti dalla normativa vigente.
Per chi è cambiato
- •Imprese di pesca e armatori: beneficiano della possibilità di sfruttare formalmente le quote residue di cattura per l'anno 2025, consentendo la prosecuzione delle attività nel rispetto dei limiti assegnati e riducendo il rischio di fermi anticipati o sanzioni per sforamento
- •Organizzazioni di Produttori (OP) del settore ittico: sono coinvolte nella gestione operativa e nel monitoraggio dei quantitativi ripartiti tra i propri associati, coordinando i flussi di sbarco
- •Amministrazioni competenti e organi di controllo: Ministero, Capitanerie di Porto e autorità di vigilanza assumono il compito di monitorare il rispetto delle quote residue assegnate e di verificare la corretta verbalizzazione delle catture.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 228 del 1° ottobre 2026. L'autorità competente per l'attuazione, il monitoraggio e la vigilanza sul corretto utilizzo delle quote di cattura è il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in collaborazione con i corpi di controllo preposti alla sicurezza e alla legalità della filiera ittica.