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DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 agosto 2026
Cosa è cambiato
La Delibera del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2026 estende formalmente le competenze del Commissario unico delegato per la bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) alle attività urgenti relative a due specifici interventi nell'area SIN di Tito: la «Messa in sicurezza e bonifica delle scorie siderurgiche (codice intervento CBMT03)» e la «Messa in sicurezza permanente e bonifica del bacino fosfogessi (codice intervento CBMT04)».
Con questo provvedimento si inseriscono tali attività tra i compiti operativi e commissariali già attribuiti al Commissario unico, dotandolo dei poteri derogatori e acceleratori necessari per superare le lungaggini burocratiche e amministrative che spesso rallentano la cantierizzazione degli interventi di bonifica ambientale e risanamento del territorio.
Per chi è cambiato
- •Commissario unico per la bonifica dei SIN: assume la competenza diretta e i poteri straordinari per la progettazione, l'affidamento e l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle scorie siderurgiche e del bacino fosfogessi nel sito di Tito
- •Imprese e operatori economici del settore ambientale e delle costruzioni: acquisiscono nuove opportunità di affidamento di appalti pubblici e contratti di lavori, servizi e forniture legati all'esecuzione delle bonifiche con procedure accelerate
- •Cittadini e comunità locali del territorio interessato (SIN Tito): beneficiano di un'azione amministrativa centralizzata e prioritaria volta al risanamento ambientale, alla tutela della salute pubblica e alla riqualificazione ecologica del territorio interessato dalla presenza di scorie siderurgiche e fosfogessi.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
L'atto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie Generale n. 214 del 15 settembre 2026. L'attuazione degli interventi e la gestione delle procedure operative fanno capo direttamente al Commissario unico in coordinamento con gli enti territoriali e le amministrazioni competenti al controllo ambientale, operando nel quadro dei poteri straordinari riconosciuti dalla normativa vigente per la gestione dei Siti di Interesse Nazionale.