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n. 130 ORDINANZA (Atto di promovimento) 3 luglio 2026
Cosa è cambiato
L'ordinanza chiarisce l'applicazione dei limiti numerici per la determinazione dei candidati idonei nelle graduatorie dei concorsi pubblici. La norma generale prevede che il numero dei candidati dichiarati idonei non possa superare il 20% dei posti messi a concorso. Sebbene sia stata prevista una deroga a tale limite per le graduatorie approvate nel 2024 e nel 2025 (e per i concorsi banditi nel 2025), tale agevolazione non è stata estesa alle graduatorie approvate nel 2026.
In termini pratici, ciò significa che per tutti i concorsi le cui graduatorie vengono approvate a partire dal 2026 torna a essere rigorosamente applicato il limite del 20%. Di conseguenza, i candidati che si posizionano oltre questa soglia non potranno essere considerati idonei per lo scorrimento della graduatoria, riducendo drasticamente le possibilità di assunzione per chi non rientra nel ristretto gruppo dei vincitori o dei primi idonei.
Per chi è cambiato
- •Candidati ai concorsi pubblici (graduatorie 2026): subiscono una restrizione delle possibilità di assunzione, poiché non possono più beneficiare della deroga al limite del 20% degli idonei, rischiando l'esclusione dalla graduatoria se posizionati oltre tale soglia
- •Pubbliche Amministrazioni (es. Ministero della Difesa, Formez PA): devono applicare rigorosamente il limite quantitativo degli idonei per le graduatorie 2026, senza poter estendere le flessibilità previste per il biennio precedente
- •Uffici del Personale e Gestori di Concorsi: sono tenuti a ricalcolare e definire l'elenco degli idonei seguendo strettamente i parametri dell'art. 4, comma 9, della Legge 69/2025.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
Il provvedimento si fonda sull'interpretazione dell'art. 4, comma 9, del Decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito con modificazioni nella legge 9 maggio 2025, n. 69. La misura ha portata immediata per tutte le graduatorie approvate nell'anno 2026. L'organo competente per la gestione dei ricorsi in materia è il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).