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MINISTERO DELL'AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE E DELLE FORESTE - DECRETO 6 agosto 2026
Cosa è cambiato
Il decreto ministeriale istituisce formalmente il bosco "Pian dele Stele" come "bosco vetusto" e ne dispone l'inserimento nella Rete nazionale dei boschi vetusti d'Italia, ai sensi della Legge 194/2015 (art. 7) e del successivo Decreto Ministeriale 27 aprile 2023 (criteri e modalità).
La novità sostanziale consiste nel riconoscimento giuridico di un elevato valore ecologico e naturalistico per questo specifico compendio forestale, che comporta l'applicazione automatica di un regime di tutela integrale: è vietato qualsiasi intervento di taglio, utilizzazione forestale o alterazione della struttura e della funzionalità dell'ecosistema, ad eccezione di interventi strettamente necessari per la sicurezza pubblica o per la conservazione dell'habitat stesso, previa autorizzazione.
Praticamente, il bosco esce dalla gestione ordinaria (anche se sostenibile) per entrare in una categoria di "non intervento" (wilderness management), diventando area di riferimento per il monitoraggio della biodiversità, la ricerca scientifica sui processi naturali di invecchiamento delle foreste e la mitigazione dei cambiamenti climatici tramite stock di carbonio stabile.
Per chi è cambiato
- •Ente gestore/Proprietario del bosco (probabilmente Ente pubblico, Regione o Comune): Obbligo di adeguare il Piano di Gestione/Assestamento forestale escludendo tagli e utilizzazioni; obbligo di monitoraggio periodico dello stato di conservazione e trasmissione dati al MASAF e alla Rete Nazionale; divieto di modificare la destinazione d'uso.
- •Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF): Aggiornamento dell'Elenco ufficiale della Rete Nazionale; compiti di vigilanza, coordinamento tecnico-scientifico e reporting verso l'UE (es. Strategia Forestale UE, Direttiva Habitat).
- •Regione/Provincia Autonoma competente territorialmente: Integrazione della perimetrazione del bosco vetusto negli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP, Piani Parco, Vincoli paesaggistici); supporto tecnico per la gestione conservativa; emissione eventuali autorizzazioni per interventi di sicurezza.
- •Comunità scientifica e Enti di ricerca (Università, CREA, CNR): Accesso prioritario a un sito di riferimento (reference area) per studi su dinamiche naturali, biodiversità forestale, cicli del carbonio e resilienza climatica senza interferenze antropiche.
- •Cittadini, Associazioni ambientalistiche e Fruitori escursionistici: Garanzia di fruizione di un ecosistema forestale ad alta naturalità; divieto di attività impattanti (motocicli, mountain bike fuori sentiero, raccolta funghi/legna se non regolamentata diversamente da regolamenti locali); opportunità di educazione ambientale e turismo naturalistico di qualità.
Ulteriori informazioni, scadenze e adempimenti
- •Entrata in vigore: Il decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (19 agosto 2026), salvo diversa decorrenza specificata nel testo integrale non riportato nell'estratto.
- •Pubblicazione: Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 190 del 18 agosto 2026.
- •Autorità competente: Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) - Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, della pesca e dell'ippica - Direzione generale per l'economia montana e le foreste.
- •Strumento di riferimento: Legge 6 agosto 2015, n. 194 (Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei boschi vetusti), Art. 7; DM 27 aprile 2023 (Criteri per l'individuazione e la gestione).
- •Adempimenti immediati: L'ente gestore deve avviare le procedure per la revisione del piano di assestamento/gestione in coerenza con i vincoli da "bosco vetusto" e segnalare al MASAF l'avvenuta perimetrazione catastale/geografica.